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Considerato che tutte
le razze canine, di taglia media, grande e gigante, sono potenzialmente
portatrici di questa patologia, come si fa, se si vuole acquistare
un cane appartenente a queste categorie, ad evitare, o meglio, a
ridurre il rischio di comprare un cucciolo che un domani potrebbe
essere displasico?
I casi sono due: o si acquista un cucciolo di età superiore
ai 6 mesi già radiografato (come fanno quelli che cercano
cani molto pregiati per le esposizioni e la riproduzione) scelta
difficilmente praticabile e molto costosa; oppure si richiedono
cuccioli che vengono da allevamenti che utilizzano per la riproduzione
soggetti selezionati come esenti. Ovviamente, prima di tutto, bisogna
sapere se per la razza che c’interessa viene fatta selezione,
per esempio, se abbiamo deciso di comperare un Pastore Tedesco,
un Labrador, o un Bovaro del Bernese, questi sono sottoposti a selezione,
se decidiamo invece di comperare un Bulldog Inglese, questi assolutamente
non lo sono. |
| Come
si capisce se un soggetto è stato selezionato?
Tutti i soggetti ammessi alla riproduzione sono stati sottoposti
ad un esame radiografico ufficiale e presentano sul loro certificato
genealogico un timbro della centrale di lettura con la lettera "A"
o comunque un certificato rilasciato dalla F.C.I. (o da una società
affiliata: in Italia Ce.Le.Ma.Sche. e F.S.A.) che attesta l'avvenuto
riconoscimento. Ogni allevatore non ha difficoltà ad esibire
i certificati dei genitori dei cuccioli in vendita. Non è
il caso di fidarsi di quegli allevatori che dicono "non si
preoccupi i cani sono a posto" o "glielo assicuro io,
in trent’anni che allevo non ho mai visto un cane displasico"
(perché se una cosa non la cerchi è sicuro che non
la trovi); oppure esibiscono certificati non ufficiali (anche se
redatti da un veterinario). E' sempre bene tener presente che non
è il cucciolo di tre mesi che acquistiamo che è esente
da displasia, ma lo sono i suoi genitori, è quindi può
anche capitare che da due supercampioni possa, a volte, nascere
un cucciolo displasico e purtroppo l'allevatore non può saperlo
prima, ma può solo risarcirvi il cucciolo.
Come si fa a sapere che il soggetto scelto
non è displasico?
Purtroppo non è ancora possibile
al momento della vendita (che di solito avviene a 2 o 3 mesi) capire
se il soggetto in questione svilupperà, o meno, la patologia.
Non è in grado l'allevatore, non è in grado il veterinario,
e nemmeno l'acquirente. Per cui bisogna
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**Certificato rilasciato da Ce.Le.Ma.Sche. |

**Certificato rilasciato da F.S.A.
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portarsi casa il cane tenendo ben presente che il cucciolo
appartiene ad una razza potenzialmente displasica. Diventa così
indispensabile seguire le indicazioni che l'allevatore da (a voce
o per iscritto) per una buona cura e manutenzione del cucciolo,
specialmente attenendosi ai consigli nutrizionali, per i quali va
in ogni caso consultato anche un Veterinario. |

* Il Posizionamento durante il controllo radiografico
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Una
corretta nutrizione ed una corretta curva di crescita consentono
al cucciolo di limitare notevolmente l'aggravarsi d’eventuali
lesioni di cui potrebbe essere portatore.Per esempio: se un cucciolo
è geneticamente destinato ad avere un giudizio HD "C"
(che lo ammette lo stesso alla riproduzione), con una scorretta
alimentazione, peso eccessivo (specialmente nelle razze a rapido
accrescimento), e attività motoria inadeguata, il suo giudizio
al momento della determinazione ufficiale può essere "D"
o peggiore, quindi essere escluso dalla riproduzione.
Eseguire sempre una o più radiografie di controllo durante
la crescita del cane, qui è il Medico Veterinario che deve
indirizzarvi verso il più corretto modo di procedere, in
modo da venire a conoscenza il più precocemente possibile
di eventuali problemi, ed attuare le strategie più adatte
al caso. Generalmente la prassi è quella di eseguire la prima
radiografia ad un'età non inferiore ai 6 mesi, ma le forme
più gravi possono essere diagnosticate già all'età
di 4 o addirittura di 3 mesi; è sempre bene attrezzarsi per
tempo. |
Che
cosa si fa se il cucciolo risulta displasico?
La displasia dell'anca è un vizio redibitorio e quindi da
adito ad un'azione civile di risoluzione del contratto di vendita
(ti rendo il cane e tu mi rendi i soldi) oppure ad un'azione estimatoria
(io mi tengo il cane ma rivediamo il suo prezzo). Prima di tutto
bisogna avvertire nel modo più veloce (una telefonata) e
nel modo legalmente più sicuro (una raccomandata) chi lo
ha venduto, nel caso sia un rivenditore o un negoziante è
lui che deve rispondere a voi d’ogni lamentela, poi sarà
lui a sua volta eventualmente rifarsi con l'allevatore. Bisogna
produrre una adeguata documentazione, radiografie e certificati,
meglio se eseguite e redatti da un Veterinario Ufficiale, che attestino
l'esistenza della patologia ed il suo grado secondo le norme F.C.I.,
è bene concordare con la controparte un consulto dal suo
Veterinario di fiducia e tener presente che non siete solo voi ad
avere preso una "fregatura", ma l'ha presa anche il rivenditore
e l'allevatore. Ribadisco il concetto che al momento della vendita
nessuno è in grado di prevedere se il cucciolo svilupperà
o meno la patologia.
Ho un cane displasico, adesso che faccio?
La gestione di un cane displasico è un argomento delicato,
ma non drammatico, che va sempre trattato con il proprio Veterinario
di fiducia il quale potrà proporre le varie alternative terapeutiche
a disposizione a seconda della gravità della patologia, la
razza, l'attitudine, l'indole ed il valore del cane. Non dimeno
vanno tenute in considerazione la sensibilità e la disponibilità
economica del proprietario, anche perché certe volte vengono
consigliati degli interventi che possono superare di gran lunga
il valore commerciale del cane e non sempre sono indispensabili
per garantire una vita etologicamente soddisfacente al cane. Il
consiglio che troppo spesso viene dato: "che cosa le interessa
del costo, tanto dopo si fa risarcire dall'allevatore" non
sempre, anzi raramente, ha maturato i frutti sperati.
Vediamo ora per sommi capi quali sono le diverse opzioni terapeutiche:
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| 1)Protesi
totale d'anca: si tratta della sostituzione in toto dell'articolazione
coxo-femprale; consiste nell'asportazione della testa del femore
e dell’escavazione dell'acetabolo. L'articolazione è
sostituita con una protesi in acciaio e teflon. Si può effettuare
su tutti i soggetti, anche con lesioni artrosiche gravi in stato
avanzato. La funzionalità dell'articolazione è completamente
ripristinata ed il dolore è eliminato totalmente. E' un intervento
praticato raramente in quanto necessita un'altissima preparazione
professionale, una eccellente dotazione strumentale ed è
di difficile gestione del periodo post operatorio, il costo è
molto elevato e frequenti sono i casi di danneggiamento della protesi
(il cane non conosce l'uso delle stampelle, e quando vede un gatto
non sta a pensare alle sue protesi).
2)Triplice Osteotomia Pelvica: é
un intervento complesso che ha come scopo ristabilire la congruenza
tra la testa del femore e la cavità acetabolare stimolandone
un accrescimento corretto dell'articolazione. La tecnica prevede
la resezione delle tre branche del coxale, in modo da liberare l'acetabolo
dai vincoli con il resto del bacino, facendolo così ruotare
in modo tale da ricoprire nuovamente la testa del femore, in seguito
l'acetabolo è stabilizzato nella sua nuova posizione da una
particolare placca con viti che lo collega alla branca iliaca, le
altre due branche (pubica ed ischiatica) si salderanno da sole in
seguito . E' l'intervento più praticato necessita di una
alta preparazione professionale, una buona dotazione strumentale,
il postoperatorio non presenta eccessive difficoltà gestionali.
Tra le sue limitazioni elenchiamo l'età del cane, si può
fare solo su soggetti abbastanza giovani, che non abbiano terminato
lo sviluppo acetabolare, non presentano alterazione morfologica
della testa e dell'acetabolo tali da precluderne la congruità,
in fine non abbiano ancora sviluppato lesioni artosiche secondarie.
Anche in questo caso il costo dell'intervento può essere
un fattore limitante.
3)Tettoplastica acerabolare:
questo intervento (meno invasivo dei precedenti) ha come scopo di
allungare il margine dorsale dell'acetabolo in modo da fornire un
maggiore appoggio sulla testa del femore. Viene effettuato mediante
un prelievo di "listelli" ossei dall'ala dell'ileo che
verranno infissi a palizzata in alcuni fori predisposti sul margine
acetabolare dorsale. Da buoni risultati nel migliorare la deambulazione
e diminuire il dolore.
4)Sinfisiodesi pubica: questa tecnica
si basa sul principio di bloccare l'accrescimento del bacino a livello
del della sinfisi pubica, l'accrescimento mantenuto a livello della
sinfisi sacro iliaca provocherà una rotazione verso l'esterno
del margine acetabolare dorsale in modo da portarlo ad una maggiore
copertura della testa del femore. La tecnica da i migliori risultati
se applicata su cani molto giovani, 3-4 mesi al massimo, su cani
più anziani i risultati sono mediocri in virtù dell'ormai
consolidato accrescimento del bacino, inoltre è nuova ed
i risultati sono ancora fonte di discussione nella comunità
scientifica.La particolarità di questa tecnica è che
l'intervento non lascia traccia sull'animale adulto ciò apre
la porta anche a considerazioni etico-professionali, in quanto è
migliorativa del giudizio finale del soggetto operato, il quale
potrebbe anche essere ammesso alla riproduzione non avendone le
caratteristiche genotipiche. |

* La protesi
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* Le resezioni ossee
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* I risultati
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* La placca
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5)Ostectomia
della testa del femore: prevede l'asportazione della testa
del femore allo scopo di alleviare il dolore dell'artrosi il cane
anche senza teste è in grado di camminare ugualmente, anche
se con incedere non perfettamente saldo, e condurre uno stile di
vita più che accettabile. E' un intervento semplice e dai
costi contenuti, si attua su quei cani che presentano gravi problemi
deambulatori legati al dolore dell'articolazione. E' l'intervento
più praticato.
6)Pettineotomia: è un reperto
archeologico della chirurgia, si praticava quando parecchi anni
fa vi era la convinzione che una delle cause della displasia dell'anca
fosse una contrattura, o un mancato sviluppo del muscolo pettineo
(quel muscolo cordoniforme che sta al centro del piatto interno
della coscia). Con la sua resezione si riteneva di annullare una
forza che tendeva ad estrarre la testa del femore dall'acetabolo.
Non è da fare!
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7)Terapia
medica conservativa: non tutti i cani con displasia dell'anca
devono o possono per forza essere operati, molti soggetti clinicamente
manifesti, anche con gravi sintomi (deambulazione ridotta, riluttanza
a stare in piedi e al movimento), rispondono in modo eccellente
alla terapia con anti infiammatori non seroidei (FANS). In medicina
veterinaria, abbiamo ora a disposizione, nuove molecole con elevata
efficacia ed effetti collaterali ridotti al minimo (CARPROFEN e
MELOXICAM), che adiuvati da integratori alimentari di nuova concezione,
sono in grado di ridurre la sintomatologia algica ed in alcuni casi
di riparare le cartilagini distrutte durante le varie fasi del processo
infiammatorio. Emblematico il caso di questo |

** Le anche del Labrador
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labrador che mi
è stato portato alla visita non più in grado di camminare
giacché le anche, entrambe lussate, gli provocavano grave
dolore alla minima manipolazione, la muscolatura ormai gravemente
ipotrofica non garantiva più la stazione quadrupedale. Con
tre mesi di terapia antinfiammatoria e condrotrofica, moderato esercizio
fisico ed alimentazione equilibrata, il cane pur dimostrando un
peggioramento del quadro radiologico (già disastroso all'inizio)
ha riacquistato la funzionalità deambulatoria, nel giro di
un anno la capacità deambulatoria era tornata normale e cosi
anche il trofismo muscolare, potendo anche saltare su e giù
dalla macchina, fare le scale, e rincorrere la pallina. Tuttora
sta facendo una vita normale. |
In conclusione la
displasia dell'anca è una patologia seria ma non drammatica,
complessa, di difficile eradicazione dalle razze canine che colpisce
(a meno che non si voglia snaturare la morfologia dei soggetti).
Gli Allevatori ed i Veterinari Ufficiali coalizzano il loro sforzi
per ridurne il più possibile l'incidenza nella popolazione.
Chi acquista un cane, deve essere conscio di questa situazione e
a sua volta collaborare con i primi nel fare progredire la ricerca
nei confronti di questa patologia. Ciò che frena maggiormente
la ricerca è la scarsa collaborazione degli acquirenti che
cercano tutte le garanzie possibili al momento dell'acquisto, ma
poi si dimenticano di fare la loro parte per ottenere previsioni
sempre più attendibili.
Mi spiego meglio: ogni allevatore quando vende un cucciolo, prega
ed implora l'acquirente di portarlo, alle età prestabilite,
a fare i controlli radiografici. Perché? perché il
modo migliore per valutare un riproduttore non è valutare
solo le sue articolazioni, ma valutare il numero più alto
possibile dei suoi figli. Questo parametro si chiama affidabilità
riproduttiva ed è l'unico che da con certezza la capacità
riproduttiva di uno stallone. Più figli sono radiografati
più affidabile è il giudizio di quello stallone o
quella fattrice. Se noi dobbiamo scegliere da chi fare coprire la
nostra cagna, per ottenere cuccioli sicuramente non displasici,
che stallone dobbiamo scegliere? uno stallone con giudizio "A"
che ha fatto cento figli e solo tre o quatto sono stati radiografati
ufficialmente con giudizio "A"; o uno stallone con giudizio
"B" che a fatto cento figli di cui novanta radiografati
con giudizio "B"? Io sceglierei il secondo che è
il più affidabile.Questo lo posso fare solo se i vari proprietari
dei cuccioli di un determinato stallone si sono presi la briga di
fare le radiografie ufficiali. Il più delle volte questo
non capita e gli allevatori sono obbligati a coprire con stalloni
che non hanno il grado di attendibilità desiderato; perché
chi acquista il cane per la casa ed il giardino non s’interessa
di questi problemi, e di quel cane non sene sa più niente
bello o brutto che sia, salvo però ripresentarsi pieno di
pretese se qualcosa non va. |
Quindi per avere un cane non displasico le cose da fare sono
essenzialmente tre:
1) Conoscere la patologia.
2) Affidarsi a professionisti seri e preparati.
3) Collaborare con loro per lo sviluppo della razza che tanto
si ama, tanto da spendere tanti soldi per acquistare un esemplare.
.............. a, dimenticavo
4) Un po' di cu..... fortuna, non guasta!
* Fotografie tratte dalla rete
** Fotografie tratte dall'archivio personale
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